mercoledì 10 giugno 2009

Sono un maggiociondolo, credo...

Dal titolo si potrebbe pensare che in realtà sono un pazzo, non un maggiociondolo. Molti non sapranno nemmeno cos'è un maggiociondolo. E' un albero. La cosa non chiarisce niente, ma dopo specifico tutto.




Una serie di notizie che riesco a concatenarle perfettamente le riesco finalmente a scrivere, dopo che mi dimenticavo da parecchio tempo.

Domenica sono andato a Bologna. Ero stanco di Modena e così nel primo pomeriggio senza dire niente a nessuno mi sono preso il treno per Bologna. Li sono andato alla solita montagnola dove fanno il mercato e mi sono messo all'ombra su una panchina a leggere un nuovo libro che mi sono comprato, con la compagnia di parecchie badanti ucraine che cinguettavano tutt'intorno. C'era anche qualche punkabestia, qualche emo e qualche drogato/a. Una di quest'ultime l'ho avuta come compagna di panchina per un poco. Alzai gli occhi dal libro, la vidi, lei mi vide, e un mio semplice sguardo (purtroppo) bastò a deviarla ad angolo retto direttamente alla mia postazione.Una chicca! Appena seduta ha messo finemente i gomiti sulla panchina, nella classica posizione come un pollo. In una frazione di secondo sono stato investito da un'ondata di aromi inebrianti, tipo fermentazione di mutande e canottiere per la palestra. L'ho guardata e sotto le scheletriche braccia ho visto un altrettanto fine ciuffetto di peli riccioli, che in una "donna" comunque non fanno mai bella figura. Almeno negli ultimi 70anni. Ad un certo punto ha chiamato il suo cagnolino e se n'è andata. Speravo per sempre, ma meno di 30 secondi dopo è tornata. Non sapendomi dare una spiegazione di tale gesto, ho pensato che dovesse scoreggiare come ciliegina sulla torta, ma in uno schizzo di lucidità ha ritenuto opportuno almeno allontanarsi. Per descriverla, mi ricordava parecchio quella che a Colorado Cafè faceva la riserva delle Winx.  Di viso aveva quel taglio li, quasi gemella. Solo aveva i segni di anni di uso di droghe pesanti ed economiche. Bassa e incurvata, mooolto magra. Davvero avrei potuto cingerle un braccio tra il mio dito medio ed il pollice.

Tralasciando questo triste incontro, il libro che ho preso: "Le voci del bosco", di Mauro Corona. Penso di averne già parlato in passato di questo uomo, che io ritendo uno dei miei idoli.  Ho molto in comune con lui nei modi di pensare e di vedere il mondo. Tralasciando il lato psicologico di queste somiglianze, che dovrei farne un romanzo, è curioso il fatto che tante volte io mi prendo del matto per andare in giro in temperature polari con pantaloni corti e mezze maniche. Stessa cosa per lui. Come dimenticarmi quest'inverno il 27 dicembre quando andai a comprarmi il pranzo del lavoro in maniche corte e braghette. Stranamente mi guardavano in parecchi.

 
Tornando al libro, è veramente bellissimo. E' anche molto corto purtroppo. Infatti 3 quarti l'ho letto nel pomeriggio di domenica, al parco ed in treno. Il restante tra ieri e oggi. E' un libro che riesce a fondere psicologia e natura insieme, in un modo molto particolare. Mauro avendo vissuto la sua vita tra i boschi di Erto e facendo lo scultore, se ne intende anche di alberi e legno. Descrive gli alberi ognuno con un proprio carattere, e li paragona ai caratteri delle persone. Infatti parla del bosco come se fosse un paese o una città. Sicuramente ci si potrà riconoscere nella descrizione di uno di questi alberi, e infatti io mi sono riconosciuto perfettamente nel maggiociondolo. Potrei provare a scriverne qualche pezzo, anche se sò che non è legale ma è per fare pubblicità al libro questo ed altro:



"Nella concretezza risiede la nobiltà del maggiociondolo. E' come l'amico fedele che rimane nell'ombra ma è pronto ad intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare. Disponibile al sacrificio, è un legno speciale per la stufa e produce un fuoco gagliardo, di un bianco incandescente che riscalda l'anima prima ancora del corpo.

E' un generoso, e quando stai scivolando non si comporta come una muga traditrice, ma ti sostiene e ti incoraggia. Non ha bisogno di affetti nè li vuole. Non dipende da nessuno e affronta la vita schivo e riservato. Non disprezza l'amore ma neppure lo cerca.

Una betulla innamorata di un maggiociondolo attendeva che il vento la piegasse per andarlo a baciare, ma , per quanto il vento soffiava forte, le mancavano sempre quei pochi centimetri per giungere al bacio agognato. In attesa dell'evento impossibile, la betulla gli parlava senza speranza. Fu il Vajont che li unì. Strappati e trascinati via dall'acqua, si toccarono per un breve istante. Così, prima di morire, anche il maggiociondolo ebbe un po' d'amore. (...) Mentre cerchi di scovarlo, nella selva incontri processioni infinite di faggi che rappresentano la grande umanità del mondo. (...) Di notte, quando le tenebre sono più fitte e tutte le bestie dormono, nel bosco s'avvertono furtivi rumori. Faggi, pioppi, pini e altri alberi si muovono agitando le fronde. Vorrebbero avvicinarsi alla bella signora (la betulla), per godere un poco della sua compagnia. Gli unici che non partecipano al corteggiamento sono il maggiociondolo e il carpino (al quale Corona si paragona nel resto del libro), che rifiutano di elemosinare sentimenti, il larice che se ne stà in disparte schivo e solitario, il frassino per motivi comprensibili (nel libro dice che è l'effemminato del bosco) e l'abete bianco che, dall'alto della sua saggezza, ha raggiunto la pace dei sensi. "




Leggendo questo libro ho riconosciuto molte persone in molti alberi. E' stato quasi incredibile con quanta precisione Corona riuscisse a descrivere il carattere delle persone associandolo  agli alberi. Un mio amico per esempio l'esatta copia del pioppo. Ma spiaccicato nei dettagli, meglio di un oroscopo!!

Peccato per l'edizione "best sellers" economica. Mi si è staccata la copertina dopo aver superato la metà del libro e l'ho dovuta riattaccare alla meglio con l'attack.


E poi per concludere il post, tanta è l'importanza che gli do, vi dico l'ultima mia novità che corrisponde anche ad una somiglianza assolutamente casuale (giuro!!) con Mauro Corona. Così si conclude il cerchio.
E' un paio di settimane che sto usando una bandana. Non per fare il figo ma per comodità. Ho i capelli troppo lunghi e mi dimentico sempre di andarli a tagliare, così ho rubato un foular a mia nonna e ci ho fatto una bellissima bandana. Credo di stare anche bene. La uso sempre a lavoro e a volte ci vado anche in giro. Per esempio quando sono andato a comprare la tenda al decathlon ci sono andato con la bandana.


Anche la ragazza di mio padre, che è sempre stata sincera sia nel bene che nel male, mi ha detto che sto molto bene. E pure mio fratello, stranamente. L'unico è collegaL che mi ha detto che sembro una vecchia, ma ovviamente so che si tratta di invidia. Lui è un Noce infatti.





Tra l'altro io un paio di anni fà incontrai Mauro da Erto, suo paese in cui sono ambientati i libri. Andai li e mentre mi prendevo una pizza lo vidi al bancone del locale, un po' alticcio che era con dei suoi conoscenti.

8 commenti:

  1. In un post sei riuscito a dare il meglio di te!

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  2. Bhè si..se la metti così hai ragione, puoi solo peggiorare!

    Ti piace la natura, il verde, i boschi, stare in solitudine in una tenda...la ragazza che avrà il piacere di stare con te sarà molto fortunata!

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  3. Bhè si..se la metti così hai ragione, puoi solo peggiorare!

    Ti piace la natura, il verde, i boschi, stare in solitudine in una tenda...la ragazza che avrà il piacere di stare con te sarà molto fortunata!

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  4. Mauro Corona *_* Io l'adoro! Ho letto il suo libro Storia Di Neve ed è stato stupendo!
    Poi per caso ho visto una sua intervista a una fiera sui libri, in tv, dove parlava proprio di quel libro *_* Ed ho capito quanto ami il suo paese!

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  5. Mauro Corona *_* Io l'adoro! Ho letto il suo libro Storia Di Neve ed è stato stupendo!
    Poi per caso ho visto una sua intervista a una fiera sui libri, in tv, dove parlava proprio di quel libro *_* Ed ho capito quanto ami il suo paese!

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  6. tra poco anche io mi trasferisco a bologna.. *___* a me piace tantissimo!!

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  7. "Nella concretezza riesiede la nobiltà del maggiociondolo": splendido inizio per una splendida descrizione!!! Credo proprio che grazie al tuo post leggerò il libro di Corona! Ciao e buona giornata!

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  8. Anche io ho letto quel piccolo grande libro,era capodanno ero in montagna nevicava tantissimo e appena furi dalla cinta del cortile iniziava il bosco con degli altissimi abeti.Sembrava che leggessero assieme a me...bellissimo.Anche io mi sono riconosciuto nel maggiociondolo e anche io vado in giro a mezze maniche quando gli altri hanno il giubotto,siamo fatti cosi!   

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